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fogli sparsi e appunti

Mese

giugno 2013

Cambogia

Gli anni del regime di Pol Pot in Cambogia, la guerra con il Vietnam, hanno stremato un Paese che ancora oggi stenta a riprendersi. Le condizioni di vita nelle campagne e nei piccoli centri paiono davvero precarie. Rete stradale malridotta se si esclude la direttrice che collega la Thailandia a Siam Reap e quella verso la capitale Phnom Penh. I restauri dei templi sono opera del governo francese, cinese, indiano… Tutto ció che si vede di nuovo è dato da qualcuno: francesi,italiani, inglesi,americani che certo non hanno fatto quasi mai beneficenza. Manodopera a basso costo per le aziende occidentali e condizioni di lavoro molto precarie.
A fine maggio non lontano da Phnom Penh è crollato il tetto di un magazzino dove lavoravano diversi operai per la Asics : tre morti per confezionare scarpe che noi paghiamo a caro prezzo e che qui fruttano un salario bassissimo a chi le fa. Diritti dei lavoratori e profitti delle aziende occidentali o cinesi qui marciano su binari molto lontani tra loro.

foto: Contadine ad Angkor (di Luciano Perrone)

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I cancelli chiusi di una grande azienda

Provate ad immaginare una azienda, una grande azienda di telecomunicazioni. Una di quelle che rappresentavano la speranza di noi , allora, giovani studenti dell’Itis di Elettronica e Telecomunicazioni ; che dava occupazione a tante persone dei paesi della Martesana ; che ha visto passare tanti bravi tecnici,operai ed ingegneri. Anche diversi amici.
E provate adesso ad immaginarla con i cancelli chiusi, tante bandiere del sindacato appese ai pali, striscioni che chiedono lavoro, la costruzione in metallo e teli che ospita i lavoratori che la presidiano. E poi l’erba che cresce nel parcheggio vuoto, l’edificio centrale dall’aspetto tetro con finestre chiuse, la torre malandata e qualche operaio che si aggira davanti ai cancelli. Su quella torre quando la ricordo io campeggiava la scritta GTE (General Telephone and Electronics), poi le scritte sono cambiate , Siemens Nokia e Jabil. Pur conoscendone la storia di questi ultimi anni dalle parole di Annalisa e altri lavoratori che lottano per tenersela questa fabbrica , non è la stessa cosa che vederla. Ieri ci sono passato davanti dopo molti anni. Mi ci sono fermato davanti e mi è venuto un groppo alla gola nel vedere questo grande patrimonio industriale ed umano in disfacimento e una grande tristezza nel constatare che in questo Paese il lavoro non è mai , nei fatti, una priorità.

I venditori di Istanbul

Bir lira !,Bir lira !, urla un venditore di pannocchie con un piccolo carretto con copertura in tela,che si sposta a secondo del flusso di gente, lungo i viali e i giardini tra la moschea Blue Agia Sofia. Alcune sono a bollire in una pentola, altre le gira sapientemente facendo attenzione a non bruciarle, su una improvvisata griglia con carboni ardenti. Gli fa eco poco distante un ragazzino che si aggira con un secchio nella mano. Ghiaccio per tenere al fresco piccole bottiglie di acqua minerale, quanto mai utili e desiderabili in questo calda giornata di agosto a Istanbul; 50 centesimi per un momentaneo refrigerio.
All’imbarcadero di Eminonu saliamo al volo sul battello che attraversa il Bosforo.
Cay ! Cay ! Cay ! , con il suo vassoio stracolmo di bicchieri passa il ragazzo con il te’. Continue reading “I venditori di Istanbul”

Bosforo

“La vita non può essere così brutta, – penso a volte. – Comunque,uno alla fine può sempre farsi una passeggiata sul Bosforo”   –  Orhan Pamuk

Il sole è tramontato e le prime luci della sera si confondono con i fari della auto che in coda ci accompagnano sul Bogazci Koprusu, il grande ponte sul Bosforo a cavallo di due continenti.
Sotto, nel nero delle acque si intravedono alcune navi che lentamente transitano. Scendiamo per Ortakoy passando dietro la piccola moschea, da qui a Besiktas, poi il Dolmabahçe e quindi Cihangir fino a vedere la torre di Galata.
Siamo ormai a Karakoi dove si attraversa il Galata Koprusu, il basso ponte che ci introduce nel Corno d’oro.
La zona delle fantastiche residenze e moschee, del Topkapi e di Sultanahmet, dei vivaci bazar e di Suleymaniye. C’è una forte umidità stasera e il caldo è afoso. Continue reading “Bosforo”

Le larghe intese e i risultati elettorali

Non riesco proprio a condividere l’opinione di Letta secondo il quale dal risultato elettorale ne esce rafforzato lo schema delle larghe intese. Mi sembra da un lato un inutile arroccamento per giustificare le ultime scelte e dall’altro un voler a tutti i costi tenere insieme , offrendo l’ennesima sponda, i cocci di un centrodestra che da queste elezioni esce a pezzi. Non è un caso che anche Alfano si affretti a dire che “il governo di larga coalizione vive obiettivamente oltre il perimetro delle battaglie amministrative parziali”.
Queste amministrative hanno premiato scelte ed alleanze chiare e non pateracchi da prima Repubblica, hanno premiato candidati autorevoli anche fuori dai rigidi schemi di apparato ( Marino per sua storia politica è certo uno di questi) , hanno premiato un centrosinistra che nelle realtà locali lavora per il bene comune senza ricercare a tutti i costi alchimie volte a tenere insieme idealità radicalmente diverse. Gli elettori di centrosinistra hanno voluto dare un nuovo segnale ricordando che le elezioni si possono vincere , per citare la Serracchiani , “con il coraggio di fare scelte”. E lo dimostrano le grandi realtà da Roma a Brescia, a Treviso , quanto le piccole a noi vicine di Cinisello, Brugherio,Seveso …

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