Girando per la Thailandia ci si rende conto velocemente di essere in un Paese tecnologicamente avanzato, ottima rete stradale e buona rete ferroviaria. Americani e giapponesi producono qui molti marchi dell’elettronica. La grande megalopoli presenta i problemi di tutte le grandi cittá, inquinamento da paura, traffico super congestionato, baraccopoli sorte tra gli enormi grattaceli che il più delle volte sono negozietti o improvvisati ristorantini da cibo di strada oppure precarie abitazioni . Ma ciascuno cerca di fare o vendere qualcosa per vivere ed è molto difficile vedere persone chiedere la caritá.  I problemi sociali saltano all’occhio recandosi in certe zone del centro di Bangkok dove la prostituzione minorile di entrambi i sessi è ben evidente. Giovani dei remoti villaggi del nord o laotiane che finiscono nella rete della prostituzione. La Thailandia è a suo tempo caduta nelle grinfie del FMI ma oggi pare aver ritrovato una sua dimensione. Ai grossi introiti del turismo derivanti da flussi che non sono più limitati alla sola stagione secca ( il nostro inverno), si aggiungono relativi investimenti delle multinazionali del turismo o grandi catene alberghiere che impiegano manodopera locale giovanile ma i cui proventi solo in parte rimangono qui. Rivolgersi a strutture locali, venendo da queste parti, è dunque un imperativo cui non sottrarsi.

foto: mercato di Chang Mai ( di Luciano Perrone)

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