L’esito della sentenza della Cassazione ristabilisce un principio che in una società democratica e civile dovrebbe essere normale, il principio che chi commette un reato deve pagarne pena indipendentemente da come si chiami, dal ruolo che occupa e dal colore della pelle. In Paese normale appunto. La gazzarra e le pressioni indebite inscenate dal PdL e dai supporter in Parlamento e nelle piazze prefigurano invece un Paese diverso dove l’impunità per i potenti diventi regola e il potere giudiziario imbavagliato ceda la propria autonomia.
Il ridimensionamento politico personale di Berlusconi che inevitabilmente deriverà dalla sentenza e le ripercussioni, che mi auguro ci siano sulle “larghe intese”, non rappresenterà però la fine del berlusconismo come fenomeno culturale e politico penetrato in gran parte della società italiana determinandone scelte ma anche comportamenti. È il momento di prenderne coscienza, viene facile agitare le manette ma non serve, è molto più importante e utile impegnarsi tutti per determinare un processo di rinnovamento radicale politico e culturale che chiuda veramente uno dei peggiori periodi della storia di questo Paese.

legge

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