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Mese

settembre 2013

al capolinea

E così il governo Letta è giunto al capolinea. Dopo aver ottenuto la cancellazione dell’IMU ,adesso ,con il pretesto dell’aumento dell’IVA , come largamente prevedibile il PdL stacca la spina.
In tutto questo periodo del governo delle “larghe intese”, fortemente voluto dal Presidente Napolitano, si è vissuto alla giornata appesi agli altalenanti umori di Berlusconi, dei suoi falchi e delle sue colombe. Dall’altra parte un Pd lacerato e logorato , in attesa di un congresso che a questo punto potrebbe anche essere in dubbio. Un Pd ,in una sua consistente parte, ansioso di sperimentare una “Grosse Koalition” all’italiana dando credito ad una destra impresentabile e inaffidabile che non ha MAI , non da ora, minimamente pensato agli interessi del Paese ma solo a quelli del suo capo supremo. Un Pd che ha rispolverato la solita stantia teoria della governabilità e responsabilità” in nome della quale tutto si può. Un Pd che adesso è rimasto,come si suol dire, con il cerino in mano e avrà un bel da fare a far capire agli italiani che il vero motivo non è l’IVA.
E stasera, dopo aver sentito l’intervista di Capezzone ( PdL) con la tipica arroganza e tracotanza , verrebbe voglia di lasciarmi pervadere da un senso di liberazione perché finalmente, con le dimissioni di massa, ci togliamo di mezzo certi loschi figuri, lacchè della peggior specie .
E invece no. Sono preoccupato perché ancora non riesco bene e con certezza a mettere a fuoco i possibili scenari. Sono preoccupato perché penso a colpi di coda, perché magari dal cilindro del Presidente possa spuntare con qualche artificio la grazia per Berlusconi, perché se si andasse alle elezioni subito come chiedono i pasdaran del cavaliere con il “porcellum” sarebbe una iattura, perché alla fine quando ci sarà la verifica in Parlamento ci si metta d’accordo chissà a quale prezzo.
E sono preoccupato per i lavoratori che ogni giorno perdono il posto di lavoro perché le aziende chiudono , per quelli che non vedranno rifinanziata la cassa integrazione, per i precari e i giovani che non hanno prospettive e a cui questo governo non ha dato prospettive. Sono preoccupato per loro, per il tempo prezioso che si è perso, per le risposte che non hanno avuto, vittime della sostanziale paralisi governativa di questi mesi bloccati sulle vicende giudiziarie di un condannato per così dire “eccellente”.
Non vedo molte vie d’uscita. In questo momento, ma forse domani o i prossimi giorni sarò smentito dai fatti, vedo solo un possibile governo di scopo,ovviamente senza il PdL, limitato nel tempo, con il chiaro obiettivo di modificare questa assurda legge elettorale , voluta da PdL e Lega, e andare presto a nuove elezioni. E che questo tempo serva ad aprire una profonda riflessione nel centrosinistra e nella sinistra sugli errori commessi per superarli e guardare avanti.

capolinea

memoria e saggezza

Mi sono  imbattuto i giorni scorsi in alcuni  interessanti, o perlomeno fuori dal coro, link  ( vedi in fondo al testo).  Dale Gavlak, uno degli autori, è giornalista indipendente che lavora per Associated Press, pubblica su diverse testate tra cui The Guardian, insomma non mi sembra proprio l’ultimo arrivato. Ciononostante va detto che la guerra in Siria è sin dal primo momento oltre che guerra combattuta sul campo con le armi anche guerra mediatica da entrambe le parti , dunque è sempre molto difficile verificare la veridicità delle notizie. Ci può venire in aiuto solo l’analisi politica della situazione e del ruolo siriano nello scacchiere mediorientale.

La diplomazia, che sulla vicenda siriana si è mossa molto in ritardo lasciando scorrere tre anni che hanno visto massacri ad opera degli uni e degli altri e di cui secondo i dati di Human Rights Watch a farne le spese sono stati per circa il 70% la popolazione civile, quando ha deciso di intraprendere la strada di una conferenza di “Ginevra 2” ecco che arrivano le armi chimiche a bloccare sul nascere l’iniziativa.  Dunque, ammesso che ormai possa avere importanza, a chi ha giovato o gioverà tutta la vicenda delle armi chimiche e dei morti da gas Sarin?

La situazione siriana è estremamente complicata anche grazie ai forti e svariati interessi che si muovono nell’area. La stessa opposizione che in una prima fase sull’onda delle primavere arabe poteva dirsi di popolo e con aspirazioni democratiche e di cambiamento ha dovuto cedere il passo a centinaia di guerriglieri jihadisti richiamati da ogni dove ( ricordiamoci  delle brigate in partenza dalla Tunisia   o dall’Egitto come ci ha spiegato più volte Giuliana Sgrena in alcuni suoi articoli). E oggi il Fronte Al Nusra legato ad Al Qaeda e alle frange estreme dell’islamismo egemonizza l’opposizione al regime. Tra i Paesi confinanti , gli iraniani che sostengono Assad in quanto  garantisce loro un corridoio a ovest verso gli sciiti di Hezbollah e verso il mediterraneo . I sauditi che sostengono i ribelli anti-Assad e che mirano a ridimensionare il potere politico ed economico di Teheran con le nuove pipeline costruite per bypassare lo stretto di Hormuz che gli iraniani minacciano spesso di chiudere e da cui transita più del 20% del petrolio mondiale. Gli israeliani apparentemente defilati timorosi che un cambio di regime a Damasco potrebbe peggiorare la situazione dei confini libanesi controllati da Hezbollah. I turchi ( è noto che anch’essi possiedono i gas Sarin) in perenne lotta con i siriani per l’acqua dell’Eufrate e i progetti delle grandi dighe, ansiosi di avere una qualche influenza sul nord della Siria popolato dai curdi, ma anche per proporsi come attore protagonista in un’area strategica per i traffici economici mondiali. …

A fronte di tutto ciò l’intervento militare americano,aldilà della durata che varia di giorno in giorno  ( martedì hanno affermato 60 giorni con proroga massima di 30) , cosa si prefigge ?  Sostituire un dittatore come in Iraq, riequilibrare le forze in campo, riconquistare peso in Medio Oriente , attaccare la Siria per parlare all’Iran, oppure semplicemente dare una mano ai sauditi  amici di sempre ?

Forse tutte queste cose messe insieme ma resta da chiedersi se il rovesciamento di un regime con una azione militare porti benefici alle popolazioni di quel posto e ancora è in grado di garantire stabilità nell’area ?  La storia recente ci dice il contrario, l’Iraq e l’Afghanistan  sono lì a dimostrarcelo e questo il Parlamento inglese lo ha capito … tutti gli altri, per dirla con Elettra Deiana, dovrebbero rispolverare “memoria e saggezza”.

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=85450&typeb=0&Fonti-anonime–Il-gas-di-Ghouta-era-dei-ribelli-
Fonti anonime: “Il gas di Ghouta era dei ribelli” – Dale Gavlak e Yahya Ababneh – 2 settembre 2013

http://www.mintpressnews.com/witnesses-of-gas-attack-say-saudis-supplied-rebels-with-chemical-weapons/168135/
EXCLUSIVE: Syrians In Ghouta Claim Saudi-Supplied Rebels Behind Chemical Attack –  Dale Gavlak e Yahya Ababneh – 29 agosto 2013

 *   intervento sul Forum Internazionale di SEL

assad

il sonno della ragione genera mostri

 

“…durerà 60 giorni con al massimo la proroga di altri 30 giorni” .
No, non stiamo parlando di un contratto di lavoro a termine ma della presunta durata dell’attacco americano alla Siria. Anche il linguaggio ha la sua importanza e la pochezza di tutte le argomentazioni si evidenzia anche da questo.

A parlare è il segretario di Stato John Kerry, quello che si presentò alle elezioni presidenziali del 2004 come un pacifista e oggi è il principale sostenitore dell’attacco militare alla Siria. Attaccare la Siria per parlare all’Iran, recuperare un ruolo internazionale nel Medio Oriente,  nei fatti questa è l’unica certezza della linea politica dell’amministrazione Obama in questo momento. Non hanno ancora deciso o detto chi appoggeranno nell’opposizione siriana.  I gruppi legati ad Al Qaeda che egemonizzano l’opposizione ad Assad ?  Non hanno ancora mostrato all’ONU le “prove certe” di cui parlano da qualche settimana.  Kerry ha fatto le analisi del sangue ai siriani morti e ha rilevato presenza di gas Sarin, e questo è plausibile se non certo. Quel che ormai tutti tralasciano è cercare di capire CHI lo ha usato e magari chi lo ha fornito.  Nella logica delle armi questo dettaglio è diventato trascurabile. La macchina da guerra è avviata e la storia recente ci dimostra che sarà quasi impossibile fermarla , il democratico Obama e il socialista Hollande hanno caricato le rispettive pistole e hanno messo l’elmetto, cercheranno nei prossimi giorni di fare qualche proselito. La diplomazia si è arresa e solo il Papa fa sentire la propria voce insieme a migliaia di cittadini francesi, americani, britannici ed europei. Il popolo siriano stremato e martoriato da tre anni di guerra civile, in fuga dalle proprie case sarà ancora una volta l’unica vittima di una ennesima guerra assurda ed inutile.

Ieri l’ex parlamentare laburista Tony Benn ebbe a dire: “Le armi chimiche sono una cosa terribile ma quando pensi alle migliaia di persone che sono state uccise da truppe americane e britanniche in Afghanistan e in Iraq capisci che non e’ una nuova guerra che risolverà il problema”.

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