“…durerà 60 giorni con al massimo la proroga di altri 30 giorni” .
No, non stiamo parlando di un contratto di lavoro a termine ma della presunta durata dell’attacco americano alla Siria. Anche il linguaggio ha la sua importanza e la pochezza di tutte le argomentazioni si evidenzia anche da questo.

A parlare è il segretario di Stato John Kerry, quello che si presentò alle elezioni presidenziali del 2004 come un pacifista e oggi è il principale sostenitore dell’attacco militare alla Siria. Attaccare la Siria per parlare all’Iran, recuperare un ruolo internazionale nel Medio Oriente,  nei fatti questa è l’unica certezza della linea politica dell’amministrazione Obama in questo momento. Non hanno ancora deciso o detto chi appoggeranno nell’opposizione siriana.  I gruppi legati ad Al Qaeda che egemonizzano l’opposizione ad Assad ?  Non hanno ancora mostrato all’ONU le “prove certe” di cui parlano da qualche settimana.  Kerry ha fatto le analisi del sangue ai siriani morti e ha rilevato presenza di gas Sarin, e questo è plausibile se non certo. Quel che ormai tutti tralasciano è cercare di capire CHI lo ha usato e magari chi lo ha fornito.  Nella logica delle armi questo dettaglio è diventato trascurabile. La macchina da guerra è avviata e la storia recente ci dimostra che sarà quasi impossibile fermarla , il democratico Obama e il socialista Hollande hanno caricato le rispettive pistole e hanno messo l’elmetto, cercheranno nei prossimi giorni di fare qualche proselito. La diplomazia si è arresa e solo il Papa fa sentire la propria voce insieme a migliaia di cittadini francesi, americani, britannici ed europei. Il popolo siriano stremato e martoriato da tre anni di guerra civile, in fuga dalle proprie case sarà ancora una volta l’unica vittima di una ennesima guerra assurda ed inutile.

Ieri l’ex parlamentare laburista Tony Benn ebbe a dire: “Le armi chimiche sono una cosa terribile ma quando pensi alle migliaia di persone che sono state uccise da truppe americane e britanniche in Afghanistan e in Iraq capisci che non e’ una nuova guerra che risolverà il problema”.

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