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fogli sparsi e appunti

Mese

novembre 2014

Sicurezza è partecipazione

Il convegno che si svolgerà a Monza il 2 dicembre dal titolo “Sicurezza è Partecipazione”
( http://www.selbrianza.it/sicurezza-partecipazione/ )  pone al centro temi molto importanti e un approccio diverso al problema della sicurezza. Provo a fare qualche riflessione

Che vi sia un bisogno di sicurezza nella cittadinanza è una dato oggettivo. Aree di degrado e periferie abbandonate diventano spesso luoghi dove la microcriminalità si manifesta maggiormente e con sempre più frequenza. La risposta della destra a questo bisogno è sempre stata a senso unico, il più delle volte, ridotta a semplice problema di ordine pubblico e di repressione. Purtroppo in alcune nostre città anche amministrazioni di centrosinistra non si sono discostate molto da operazioni analoghe. Non si è voluto guardare oltre, nel mettere in campo progetti organici di riqualificazione urbanistica e culturale delle periferie. Il decoro urbano dei centri storici è diventata una ossessione e l’unico, o quasi , interesse su cui investire.
E così si fanno ordinanze contro l’accattonaggio ( leggasi qualche povero che chiede l’elemosina), si chiudono i locali ad orari da convento ecc. ; tutto ovviamente in nome della sicurezza e della tranquillità dei cittadini.
Invertire la rotta ragionando su questi temi, attuando nuove forme partecipative che coinvolgano i cittadini tutti, ripensando nuovi modelli urbanistici che riqualificando le periferie vi innestino centri di aggregazione per giovani ed anziani, impianti sportivi e centri culturali. Questa credo sia la sfida da raccogliere a fare nostra.

periferie urbane

Morte di un articolo

” tolto l’ostacolo dell’art. 18, ora si può investire in Italia” . Parola di Matteo Renzi oggi agli industriali europei.

Io vivo nella ex Silicon Valley italiana dove la crisi e la mancanza di piani industriali ha spazzato via centinaia di posti di lavoro, distrutto un tessuto industriale di alte competenze e tecnologicamente avanzato, impoverito il tessuto sociale e culturale.
Aziende che hanno delocalizzato in tutta tranquillità senza batter ciglio e solo con qualche timida richiesta di spiegazioni ,a volte nell’est europeo altre volte tornando a casa negli Stati Uniti.
Tutto questo ora finirà e torneremo ad essere felici.
L’art. 18, questo mostro ideologico di un’altra epoca messo lì chissà da chi – certamente da qualcuno che non ha mai pensato al bene del Paese – che ha per anni frenato lo sviluppo occupazionale, che ha fatto scappare il fior fiore degli industriali; finalmente sarà un brutto ricordo.
La fine di un incubo per tanti onesti imprenditori come Berlusconi e per tanti onesti politici come Sacconi.
Rimarrà sulla carta per casi molto ma molto particolari che però saranno così particolari da essere facilmente aggirabili. Tranquilli dunque.

A breve gli imprenditori cominceranno ad assumere, spariranno i precari, i giovani appena finito gli studi troveranno occupazione, gli investitori esteri arriveranno a frotte nel nostro Paese e finalmente diventeremo un Paese normale …con meno diritti , ma normale.

Quando ? Beh, non abbiate fretta, vedrete pian piano arriveranno. Anche la modernità ha i suoi tempi.

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Lacrime di coccodrillo

Non  basta spiegare con la fatalità o l’eccezionalità degli eventi atmosferici  lo spettacolo che ci si presenta nelle nostre città ormai regolarmente ad ogni pioggia di una certa intensità.
Nella migliore delle ipotesi strade che si allagano con sottopassi appena realizzati impraticabili, nella peggiore torrenti e fiumi che esondano e case allagate e invase dal fango  o che crollano sotto la furia dell’acqua.
I cambiamenti climatici non sono una barzelletta inventata da qualche scienziato visionario o ricercatore in cerca di pubblicità personale, sono una realtà sotto gli occhi di tutti. Le stagioni monsoniche da qualche anno nel sud-est asiatico sono sempre più corte e di portata ridotta, ne sono stato testimone da due anni a questa parte. Questa’anno mi dicevano in Sri Lanka  che durante la stagione delle piogge non ha piovuto un giorno ed era da cinque mesi che non pioveva significativamente con conseguenze disastrose sulle colture e sull’allevamento. Il riscaldamento della terra è un dato certificato come lo sono il ritiro dei ghiacciai delle Alpi e l’innalzamento dei mari.
Ma non c’è solo questo che possa spiegare gli eventi.
Quello che si è venuto determinando in questi anni è l’assoluta mancanza di cura per il territorio.
Montagne disboscate per fare posto a impianti sciistici, a nuovi agglomerati di seconde case vuote per tre quarti dell’anno; i boschi che non vengono curati; le sponde dei torrenti  e dei fiumi lasciati all’incuria quando non interrati gli alvei o deviati i corsi; la rete fognaria che per scarsa manutenzione dei tombini non regge più. Territorio violentato da uno sciagurato consumo di suolo per lasciare posto a nuove strade perché politiche miopi che favoriscono sempre il trasporto su gomma devono rispondere ad interessi di lobby. Una legislazione regionale e statale che sistematicamente avalla queste scelte.
E non mi si venga a dire che privilegiare le grandi opere, o affannarsi come ha fatto il ministro Lupi a rassicurare che le grandi opere andranno avanti proprio mentre mezza Italia era sott’acqua o come contenuto nella legge “Sblocca Italia” , va nella direzione di migliorare il territorio e risolverne i problemi.

Il dissesto idrogeologico in cui versano vastissime aree del Paese richiede interventi mirati e grossi finanziamenti, non le briciole ricavate qua e la. I comuni e le regioni non potranno mai far fronte e questi eventi se non possiedono liquidità da investire, se non vengono sbloccati capitali. Questa è l’unica grande opera di cui ha bisogno questo Paese.
Le lacrime di coccodrillo che si versano ogni qualvolta assistiamo a queste tragedie non fanno altro che aumentare la rabbia. Si abbia almeno il buon gusto di tacere.

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Tecnologie pesanti

Dalle linee guida sulla Buona Scuola del governo Renzi : “Abbiamo anche investito in tecnologie troppo ‘pesanti’, come le Lavagne Interattive Multimediali (le famose LIM), che hanno da una parte ipotecato l’uso delle nostre risorse per innovare la didattica, dall’altra parzialmente ‘ingombrato’ le nostre classi, spaventando alcuni docenti.” Pesanti e ingombranti, non male come termini per definire una tecnologia didattica sul cui uso il sistema-scuola del nostro Paese è arrivato, manco a dirlo, in ritardo rispetto agli altri Paesi europei. Il problema non è quanto ingombrano o quanto pesano ma quanto NON si è investito per la formazione dei docenti nell’uso di questa ed altre nuove tecnologie; il problema è di quanto NON si è investito per colmare il gap studente-pc che secondo i dati OCSE del 2013 nel nostro Paese è di un computer ogni 15 studenti alle elementari: (circa uno per classe, o poco più); un pc ogni 11 studenti alle media e uno ogni 8 ragazzi alle superiori. In un’aula su 5 delle scuole italiane è installata la Lim, mentre 8 scuole su 10 sono connesse a Internet, ma solo metà delle classi hanno accesso alla rete. Non parliamo della velocità di connessione . Il rapporto Akamai ( http://www.akamai.com – terzo semestre del 2013 ) ci pone al 48 esimo posto nel mondo ( e tra gli ultimi in Europa) per la velocità delle linee internet. Mentre da noi si viaggia mediamente a circa 4,9Mbit al secondo , in Olanda si viaggia mediamente a 12,9 Mbit al secondo. Eppure al punto n.8 della “Buona scuola” Renzi ci promette che porterà la “Banda Larga Veloce” nelle scuole. Ma quale banda veloce e in che tempi e con quali investimenti , non è dato sapere. Nel frattempo faremo di necessità virtù e continueremo con i nostri 5Mbit al secondo che arrancheranno un po’ sotto il peso del registro elettronico,dei servizi on line e quant’altro. Noi che siamo nella ex-sylicon valley italiana dove c’erano aziende quali IBM, Alcatel e ST ridotte oggi al lumicino. E mentre aspettiamo queste risposte e le risorse necessarie, nella mia scuola sono state installate le LIM “pesanti e ingombranti” che siamo riusciti ad acquistare grazie a un bando del Ministero nel mese di luglio. Uno di quei bandi che, mi dicono oggi, “ hanno ipotecato le risorse per innovare la didattica”.

 

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il nuovo volto della Lega

La Lega Nord dell’ampolla che raccoglie l’acqua del Po, il fiume sacro e simbolo dell’identità padana che si ferma rigorosamente alle sue sponde, oggi non esiste più. Salvini porta a compimento il suo progetto di forza politica sul modello del Front National di Marie Le Pen saldando a sé le componenti della destra estrema e della destra delusa dai vuoti lasciati dal berlusconismo in decadenza e cercando d’imbarcare qualche “capitano d’industria”
( secondo l’articolo, il paron dell’Esselunga – Caprotti ? )

Al folklore si sostituisce l’aggressività xenofoba e l’odio verso colui che è ritenuto diverso, sia per colore della pelle che per scelte affettive. Il momento è propizio, la crisi economica acuisce i problemi e rende molti facili prede di facili slogan. Non basta più la vigilanza democratica, occorre mettere in atto politiche dal livello locale a quello nazionale che rispondano ai bisogni delle persone, che risolvano i problemi del lavoro che non c’è, della precarietà, che diano risposte ai giovani come ai pensionati.  Un nuovo welfare che non lasci indietro nessuno ma che sappia fare i conti anche con le ridotte risorse.

Da questo non si può prescindere,  il nostro Paese non ha gli anticorpi sufficienti per contrastare seriamente queste derive e non capirlo porterebbe a sottovalutare il fenomeno creando danni irreparabili.

http://www.glistatigenerali.com/comuni_partiti_politica_politici/rottamare-maroni-e-coccolare-caprotti-cosi-salvini-punta-a-milano-e-roma/

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Halloween vs Holyween

Per le strade di Alba in una tranquilla serata d’autunno, circolano ragazze vestite da strega e ragazzi con maschere da morti viventi. Anche qualche bimbo accompagnato dal papà con il cestino che timidamente ci dice : dolcetto o scherzetto? È la notte di Halloween e davanti a qualche esercizio commerciale si vede la famosa zucca arancio con tanto di occhi e lumini. Come tutti sanno halloween non è festa della nostra tradizione. Di origine celtica , fu poi adottata dagli inglesi per sbarcare quindi negli Stati Uniti;  ma ha riscosso un certo successo anche da noi  tanto da far dimenticare quella che è la festa religiosa dei Santi.
Ma stavolta le “Sentinelle del Mattino International – Risvegliamo la Chiesa” non ci stanno e in diverse città e paesi organizzano HOLYween con tanto di immagini dei santi da attaccare sulle porte dei fedeli. Dal loro sito di possono scaricare e stampare direttamente le foto prescelte e tappezzare porte e vetrine. Santini 2.0 nell’era digitale.
Un Santo su ogni porta o una zucca vuota davanti ogni bar ?
La battaglia è appena cominciata.

zucca

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