La Lega Nord dell’ampolla che raccoglie l’acqua del Po, il fiume sacro e simbolo dell’identità padana che si ferma rigorosamente alle sue sponde, oggi non esiste più. Salvini porta a compimento il suo progetto di forza politica sul modello del Front National di Marie Le Pen saldando a sé le componenti della destra estrema e della destra delusa dai vuoti lasciati dal berlusconismo in decadenza e cercando d’imbarcare qualche “capitano d’industria”
( secondo l’articolo, il paron dell’Esselunga – Caprotti ? )

Al folklore si sostituisce l’aggressività xenofoba e l’odio verso colui che è ritenuto diverso, sia per colore della pelle che per scelte affettive. Il momento è propizio, la crisi economica acuisce i problemi e rende molti facili prede di facili slogan. Non basta più la vigilanza democratica, occorre mettere in atto politiche dal livello locale a quello nazionale che rispondano ai bisogni delle persone, che risolvano i problemi del lavoro che non c’è, della precarietà, che diano risposte ai giovani come ai pensionati.  Un nuovo welfare che non lasci indietro nessuno ma che sappia fare i conti anche con le ridotte risorse.

Da questo non si può prescindere,  il nostro Paese non ha gli anticorpi sufficienti per contrastare seriamente queste derive e non capirlo porterebbe a sottovalutare il fenomeno creando danni irreparabili.

http://www.glistatigenerali.com/comuni_partiti_politica_politici/rottamare-maroni-e-coccolare-caprotti-cosi-salvini-punta-a-milano-e-roma/

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