Nelle cronache del 1200 si legge che San Francesco realizzò a Greccio, vicino a Rieti, il primo presepe.
Da allora il presepe è entrato nella tradizione natalizia italiana e della cristianità, qualcuno lo contrappone all’albero di natale, pagano e certamente più laico.
Per convivenza pacifica nella mia famiglia si facevano entrambi.
Sgomberiamo il campo da equivoci, a me il presepe è sempre piaciuto.
Da bambino anzi mi divertiva molto l’idea di popolarlo di tanti personaggi , dal falegname al ciabattino, alla massaia,i pastorelli … e le statuine che possedevo ricordo avevano il volto di diverso colore. Alcuni bianchi, altri mori . Stavano lì tutti insieme vivendo in pace tra casette di legno, neve finta fatta con il cotone , ruscelli con il fondo di carta stagnola e un inverosimile cielo stellato stampato sulla carta di un blu intenso.
Nella stalla che costruivo con il sughero, ci mettevo il bue e l’asinello, Giuseppe, il falegname che per le sue umili origini ha sempre avuto le mie simpatie, e Maria , che poi ho appreso essere probabilmente una ragazza madre in quanto era incinta ma non ancora sposata.  Al centro della stalla mettevo Gesù bambino , nato a Betlemme in Giudea,  in seguito scampato alla strage degli innocenti di Erode e portato in Egitto.
Per noi quello che oggi nel linguaggio moderno definiremmo un profugo extracomunitario.

E allora faccio proprio fatica a capire Salvini, custode dell’ortodossia, dei valori cristiani e dell’italianità, che vorrebbe mandare a casa tutti gli extracomunitari,  scaldarsi tanto per il presepe mancato in una scuola della bergamasca, un Istituto Comprensivo.
Il preside in realtà non ha proibito il presepe ma pare abbia dato facoltà agli insegnanti dei singoli plessi di farlo o meno, in una scuola dove il 30% dei bambini sono di famiglie immigrate.
In alcuni plessi il presepe è stato fatto, in altri no.
Personalmente ritengo che la contaminazione di tradizioni e conoscenze sia fondamentale e l’incontro di storie e culture diverse sia  importante per  crescere e vivere insieme. Dunque io il presepe non avrei avuto problemi a proporlo magari coinvolgendo tutti i bambini.
Ma Salvini non vuole sentir ragioni,non accetta le spiegazioni del preside e soprattutto non vuole lasciarsi scappare una occasione del genere per propagandare il suo verbo. Dunque si reca in processione con Calderoli e un manipolo di  leghisti ( in una sorta di presepe vivente)  per collocare davanti alla scuola il presepe.  Ad accoglierlo uno striscione che recitava “ Il presepe non c’è , l’asino sta arrivando “ .
«Non è un problema di religione – si affretta a dire Salvini -: il presepe è un simbolo di gioia e accoglienza”.

Peccato che questa stessa accoglienza non l’attuò l’allora sindaco leghista di Varallo Sesia , Gianluca Bonanno, oggi europarlamentare,  condannato in questi giorni con il Comune a pagare un risarcimento di 11.500 euro per il divieto alle donne e ragazze di indossare qualsiasi tipo di velo.
Peccato che questa apertura mentale non la dimostrò il sindaco leghista di Adro che fece collocare 700 simboli del “sole delle Alpi nei giardini e nei corridoi delle scuole della città e negò il pasto a 12 bambini figli di immigrati e di italiani in condizioni economiche disagiate le cui famiglie non potevano pagare la retta di 30 euro.

Nell’Istituto Comprensivo della bergamasca il prossimo anno si potrebbe fare un presepe vivente, magari cambiando anche i protagonisti.  Un presepe con i bambini delle diverse comunità d’immigrati.
Io qualche idea a chi assegnare il ruolo di bue e di asinello l’avrei …

foto: il presepe vivente di Matera – 2013 ( Luciano Perrone)

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