A volte la storia o la leggenda  calata nell’odierno può fare assumere particolari connotazioni e ruoli ai personaggi.  Così Davide, pastorello d’Israele, oggi potrebbe essere assimilato a chi, pur piccolo, nella vecchia Europa si batte contro la prepotenza dei grandi, e questi ultimi ai Filistei, antico popolo indoeuropeo di Palestina.

La settimana appena conclusasi ha visto muovere , dopo la grande euforia e speranza, i primi passi delle diplomazie per la soluzione della vicenda greca.

Il giovane Davide  vola da una parte all’altra del continente per incontrare i luogotenenti dell’esercito dei Filistei , dall’aspetto un po’ teutonico, per convincerli delle buone intenzioni del suo popolo; che non vuole mettere in discussione la moneta che tutti insieme ci si è dati  ma semplicemente ridiscutere le regole imposte  perché queste si sono dimostrate inefficaci ed hanno portato al suo e ad altri popoli  solo disastri, miseria e ingiustizie.
Lui viene dalla polis di Atene dove mosse i primi passi quella forma di governo chiamata democrazia – démos cràtos  –  .
I luogotenenti si lanciano in una gara di solidarietà nei suoi  confronti  e lo accolgono come un amico di sempre. Uno in particolare gli fa molte promesse, gli dice che condivide con lui obiettivi e che queste regole non sono eque, dunque lo aiuterà nella sua battaglia. A suggello di questa amicizia gli regala una cravatta che Davide si guarda bene dall’indossare , perché si sa la cravatta somiglia vagamente a un cappio, quello stesso cappio che il suo popolo ha al collo da qualche anno.
Il giovane Davide sembra aver messo alle corde l’esercito dei Filistei costringendoli almeno a dialogare e dunque torna in patria abbastanza soddisfatto.

Tra le schiere dei Filistei c’è il terribile gigante Golia armato di corazza e di una spada che brandisce contro chiunque si azzardi a mettere in discussione il proprio ruolo. Appena parla, tutti tornano ubbidienti.  E succede così anche per quel tizio che regalò a Davide la cravatta.
Golia è molto potente anche perché sostenuto da importanti luogotenenti che lo manovrano e lo indirizzano a proprio piacimento .
Dopo un attimo di smarrimento, presto le cose cambiano . I Filistei cominciano a pensare a possibili reazioni a catena e che da altri luoghi potrebbero levarsi analoghe richieste e pretese simili a quelle di quel piccolo popolo che osa sfidarli.  E questo non se lo possono permettere.

La lotta pare impari ma sappiamo tutti come finì la storia nel noto episodio biblico.

Il giovane Davide che nel suo Paese ha sconfitto leoni e orsi, armato di una semplice fionda e di cinque sassi ben lisci ma soprattutto della sua grande fede e volontà di riscatto del proprio popolo, sconfisse il gigante Golia.

La settimana che si aprirà sarà importante e forse decisiva per le sorti di Davide e del suo popolo, tanti si stanno mobilitando al suo fianco. Sono quelli che pensano che sia possibile vivere in una Europa più democratica, senza Golia e senza Filistei che impongono regole o ricette capestro.
A me piace pensare che fra questi ci siano anche alcuni di quei luogotenenti che oggi s’impauriscono ad ogni starnuto del gigante Golia.

foto :  Davide e Golia – Osmar Schindler -1888

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