Lo sciogliersi di grosse masse di ghiaccio formatisi durante il periodo delle glaciazioni ha provocato il trasporto dalle diverse zone d’origine di detriti e rocce: i cosiddetti massi erratici.
Questo fenomeno trova nella nostra zona un interessante esplicazione nel Parco geologico  “Bruno Achermann” sito nei pressi di Canzo dove s itrovano massi erratici di diverse ere e diversa provenienza .
Il sentiero che ci conduce nel parco, inizia alla fonti Gaium (485m. slm.) ed è segnato dal CAI di Canzo. Si segue dapprima uno stradello lastricato,parallelo al torrente Revella, in direzione S.Miro-3^Alpe;  al bivio con S. Miro ( chiesetta del 1600 in posizione molto suggestiva posta in una stretta gola) inizia il sentiero vero e proprio che si snoda nella foresta dei Corni di Canzo.
Lungo il percorso in un ambiente piuttosto suggestivo si possono vedere alcuni massi accuratamente segnalati con cartelli . Molto interessanti risultano i massi di serpentino della Val Malenco e i quarzi; particolare il grande masso all’interno del quale l’erosione provocata dall’acqua del Revella ha formato una piccola cascata. Si cammina attraversando più volte su ponticelli il corso del Revella giungendo sino ad una “marmitta dei giganti” (cavità scavata migliaia di anni fa per effetto congiunto dell’acqua e del movimento rotatorio di pietre dure)  l’acqua,dai riflessi verde-smeraldo ne ha riempito la cavità .
Si continua a salire gradualmente sino all’ultimo strappo prima di giungere al pianoro del rifugio 3^ Alpe (Alpe Piotti – 796m. slm.). Da qui si dipartono numerosi sentieri in direzione Corni di Canzo,Monte Rai,Monte Moregallo, Monte Cornizzolo. Per i Corni si può seguire il segnavia 1 che passando accanto al rifugio 3^ Alpe sale rapidamente sino ad incrociare la via ferrata per la salita al corno occidentale.La salita al corno occidentale è segnata EE quindi per escursionisti esperti e prevede alcuni passaggi su roccia di qualche difficoltà. Dall’alto ( mt. 1375) il panorama spazia dalla sottostante alpe Pianezzo al lago, alla Grigna e dall’altro lato al Monte Rai e al Cornizzolo.  In alternativa si segue il segnavia 3 per il monte Moregallo sino alla Colma di Fo e da qui il segnavia 5 che porta con una ripida salita al corno centrale. Il sentiero n.5 si congiunge con il n.1 consentendo quindi di effettuare un itinerario circolare con ritorno al rifugio 3^ Alpe.
Per il ritorno a valle se non si vuole ripercorrere la stessa strada,si prende la carrozzabile adiacente al rifugio stesso. Attraverso una bella pineta ci si porta sino ai ruderi dell’antico alpeggio del 2^ Alpe ( Alpe Betulli). Oggi rimane una piccola cappelletta ricostruita e due Caseji, costruzioni in pietra dove veniva depositato il latte e il formaggio. Nei pressi un Tiglio monumentale e la sorgente d’acqua di San Gerolamo. Poco oltre, un grande Cedro Deodara himalayano ci annuncia che siamo sul tratto di sentiero botanico che ci porta al 1^ Alpe ( Alpe Grasso). Il complesso del 1^ Alpe è stato oggetto di una bella ristrutturazione che ne ha fatto un centro visitatori per il parco con un percorso botanico interessante e piccolo museo annesso con fauna e flora locale, tra i gestori Lega Ambiente.
Oltre il prato in alcune grandi vasche si sta attuando un progetto per la reintroduzione del gambero di fiume nel torrente Revella.
Passando accanto alle vasche s’imbocca il sentiero dello Spaccasassi che con tratti ripidi torna sul sentiero principale a valle lungo il torrente.
Il tempo necessario per raggiungere il rifugio 3^ Alpe dalle fonti Gaium è di circa 45 min. Per raggiungere la base dei Corni dal 3^ Alpe occorre aggiungere almeno altri 45 min.
Il rifugio 3^ Alpe è un’azienda agrituristica ed è sempre aperto.Si possono consumare ottimi piatti quali polenta,formaggi e salumi di loro produzione oltre che squisite torte.

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foto: lungo il sentiero geologico (di Luciano Perrone)

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