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fogli sparsi e appunti

Mese

settembre 2015

Le tigri della Malesia

“ …In quella sala, così stranamente arredata, su di una poltrona, colla testa fra le mani, come di chi medita, se ne stava Sandokan, il sanguinario capo dei pirati di Mompracem.
Quest’uomo, meglio conosciuto sotto il nome di Tigre della Malesia, che da dieci anni insanguinava le coste del mar malese, poteva avere trentadue o trentaquattro anni.
Era alto di statura, ben fatto, con muscoli forti come se fili d’acciaio vi fossero stati intrecciati, dai lineamenti energici, l’anima inaccessibile a ogni paura, agile come una scimmia, feroce come la tigre delle jungle malesi, generoso e coraggioso come il leone dei deserti africani.”

 ( Emilio Salgari – La Tigre della Malesia)

 

Emilio Salgari , pur non avendo mai visto questi luoghi, li descriveva talmente bene da creare grandi passioni in noi lettori. Le sue tigri della Malesia oggi non ci sono più, o almeno in questa zona, e non c’è più nemmeno la fitta giungla. È stata disboscata per fare posto a grandi piantagioni di palma da olio molto redditizia tanto da fare della Malesia uno dei maggiori produttori mondiali.  Oggi le tigri sono diverse, al posto del mantello striato vestono in elegante giacca e cravatta; il loro habitat non è la giungla ma altissimi grattacieli di acciaio e vetro come le Petronas tower, le loro prede sono i grandi mercati finanziari e commerciali dell’Asia e dell’Europa. Le tigri malesi hanno cambiato aspetto ma hanno mantenuto una diversa aggressività.
Kuala Lumpur come tutte le grandi città asiatiche ha fatto in un decennio passi da gigante diventando una delle più importanti e moderne metropoli  con tutte le conseguenze che questo ha comportato e comporta in termini ambientali e sociali. Continue reading “Le tigri della Malesia”

Buona notte Europa

In tanti pensammo che quel muro che divideva Berlino ovest da Berlino est fosse una vergogna da cancellare, in tanti gioimmo quando lo vedemmo cadere.
Oggi nel cuore dell’Europa , in Ungheria, si costruiscono muri e recinti di filo spinato . Oggi in Ungheria, patria di profughi in fuga dai carri armati sovietici nel ’56, altri profughi in fuga dalle guerre vengo bastonati e cacciati. E nessuno dice nulla. Forse perché, come commentava Dragan Petrovic – giornalista serbo – qualche giorno fa , questo muro in fondo fa comodo a molti.
Buona notte Europa !

Malacca tra passato e presente

“Bisogna aspettare che cali la sera e senza far rumore,andare lungo i muri, salire su per una delle colline,sedersi sulle vecchie pietre o stare in silenzio a guardare l’acqua che scorre sotto il ponte di ferro,e la si sente; non forte, non stentorea, ma lieve,gentile,quasi un mormorio,come la brezza;ma la si sente: la voce della storia. Malacca è uno di quei posti. “

( Un indovino mi disse – Tiziano Terzani )

I cinesi lo avevano capito bene quando vennero qui nel 1409, dopo di loro nel 1511 arrivarono colonizzatori portoghesi . Chi controllava lo stretto di Malacca aveva il controllo sui traffici commerciali verso tutto il sud-est asiatico, verso l’India e l’Africa. Non se ne andarono più e resistettero ai successivi colonizzatori olandesi e inglesi. Oggi la comunità cinese rappresenta una buona parte della popolazione e a Chinatown fervono le attività commerciali. Del passato restano alcuni bellissimi templi  come Cheng Hoo Tong.
Malacca, oggi città Stato, ha perso molto dell’importanza di un tempo ma è rimasta una città multiculturale e te ne accorgi camminando per le strette vie dove si susseguono templi buddisti, moschee e chiese cristiane. Molte le tracce dei dominatori portoghesi come il forte e la porta di Santiago, giù dalla collina, dove si ritrovano giovani coppie per le foto di rito. Continue reading “Malacca tra passato e presente”

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