Liberiamo Vimercate ! questa frase che ho letto i giorni scorsi su un volantino trovato nel contenitore della pubblicità all’esterno della mia abitazione e poi letta come post sponsorizzato su FB mi ha fatto riflettere perché voleva mostrarmi la fotografia di una città occupata, dunque da liberare che non corrisponde alla mia percezione. Vivo a Vimercate dal 1985, dall’80 la “frequentavo” per motivi di lavoro e a dire il vero non mi è mai parsa una città occupata nemmeno nella breve , per fortuna, parentesi leghista di Flumiani. Forse perché per mia cultura ritengo che le scelte che i cittadini fanno quando si recano a votare sono scelte di libertà e quando scelgono una coalizione piuttosto che un’altra e la confermano in più occasioni vuol dire che qualcosa di buono questa ha prodotto.
Mi rendo conto che la percezione di tutto ciò possa essere diversa, da parte di chi ciclicamente da più di 10 anni , usando gli stessi e stantii argomenti , tenta in vario modo di far passare questa immagine e lo fa con una caparbietà e insistenza tale che al fondo vi sta una scarsa considerazione dell’intelligenza dei cittadini che si propone di rappresentare . Mi rendo conto che lo slogan possa fare presa – lo usa a piene mani anche Salvini e l’estrema destra associandolo alle ruspe che vogliono liberare le città dagli immigrati – e fare audience riempiendo le sale magari con la speranza o la presunzione di scovare qualche intrigo che possa avvalorare la tesi di una politica corrotta che non pensa mai al bene comune. Tuttavia penso che chi si candida a guidare uno schieramento politico – al momento di opposizione – debba trovare altri argomenti , magari più attuali, più concreti e dai toni meno scandalistici altrimenti si rischia veramente la noia richiamando alla mente gli strilloni che nelle piazze propagandavano scoop solo per vendere qualche copia in più del giornale.
Gli altri, nel campo del centrosinistra, per contro avrebbero, tutte le carte in regola per far valere le proprie ragioni alla luce del sole, senza sotterfugi o strane alchimie, sicuramente senza distribuire volantini anonimi. Il riavvicinamento alla dialettica politica da parte dei cittadini passa anche da questo.