In occasione dei suoi ottant’anni a quanti volevano festeggiare il suo compleanno Luca Cafiero  ebbe a scrivere una lunga lettera che in questi giorni ho visto pubblicare.

Io mi avvicinai alla politica da studente nel 1975 e al Movimento Lavoratori per il Socialismo in occasione del suo primo congresso del 21 febbraio del 1976. In quella data si sancì il passaggio da una organizzazione prettamente studentesca degli studenti medi e universitari quale era il Movimento Studentesco,  a una organizzazione che collocandosi a sinistra del PCI guardava maggiormente oltre che a quell’ambito a quello del mondo del lavoro. Erano anni difficili in cui fare politica voleva dire conquistarsi spazi di agibilità. Mi avvicinai timidamente , da giovane studente di provincia dove si sa le cose arrivano sempre con un po’ di ritardo,  ma affascinato dal grande entusiasmo che pervadeva tantissimi giovani. Il ’76 fu l’anno di Salvatore Toscano eletto segretario al primo congresso e di cui ebbi tempo solo di leggere perché la sorte lo portò via a seguito di un incidente  nei pressi di Zagabria da lì  a un mese. Il MLS era la mia organizzazione, mi trasferii di scuola a Milano e questa fu la scelta che cambiò la mia vita in quel momento. Cominciai a frequentare un circolo di provincia.

A “Turi” Toscano succedette Luca Cafiero. Lo ricordo ancora nell’eleganza del suo loden  in piazza S. Stefano e nella sede su al primo piano che dal ’78 frequentavo assiduamente occupandomi con altri degli studenti medi.  Lo vidi dapprima come una persona “rigida” ma non era così. Capace di guidare una organizzazione comunque complessa e ramificata non solo a Milano ma in molte città del centro sud. Una organizzazione che ha sempre scansato le semplificazioni, che ha fatto della cultura e dello studio una bandiera, che ha lavorato nelle organizzazioni sindacali confederali, nelle fabbriche, tra i lavoratori e nei quartieri.
Quando in quell’arcipelago che si definiva la sinistra extra-parlamentare  vi erano tentazioni alla violenza gratuita e allo scontro a tutti i costi, si sceglieva la strada della legalità e della difesa degli spazi democratici  assumendosi sino in fondo le proprie responsabilità. Luca su questo era intransigente. Quando poi guidò il MLS nel percorso unitario con il PdUP lo fece anche con contrasti interni ma sempre tenendo la barra dritta in un dibattito serrato ma libero. Ciascuno fece la proprie scelte . Io cominciai a sentirmi un po’ orfano con lo scioglimento del MLS e poi sempre di più con lo scioglimento del PdUP. Abbandonai la politica ma sapevo di avere ancora dei punti di riferimento  e Luca era uno di questi.

Le parole e il ricordo che in questi giorni ho letto sui social mi confermano che era una persona molto amata e sempre riferimento tra chi in quegli anni si è speso e oggi ha fatto anche scelte molto diverse.

Mi piace ricordarlo con queste parole estratte dalla lettera di Luca di cui ho scritto all’inizio e in cui è racchiuso il significato della politica in quegli anni :  “una politica che riteneva l’approfondimento teorico, lo studio e il sapere non un di più, ma una componente essenziale per ogni progetto di cambiamento; una politica capace di assumersi la responsabilità di scontri molto duri in difesa delle agibilità democratiche e di libertà di manifestazione; una politica di disinteresse personale”

Oggi, i tempi sono molto mutati ma alcuni di quei capisaldi mi piace pensarli di grande attualità in contrapposizione a chi antepone sempre l’IO all’interesse generale delle persone e a chi fa della politica una palestra per coltivare i propri personali interessi.

Grazie Luca per la bella stagione di speranze e cambiamenti.

( nella foto Luca Cafiero con Salvatore Toscano e Giannino Zibecchi)

Annunci