Ho svolto questa campagna referendaria sin dall’inizio con l’Anpi.
E’ stata una bella esperienza, arricchente. Si poteva fare di più, forse; si poteva fare meglio? Sicuramente si, come sempre del resto; ma lo abbiamo fatto con il cuore, con la voglia di far parlare le nostre idee e i nostri contenuti; di dire un No convinto e costruttivo, nel merito e senza rincorrere facili slogan.
Siamo andati nelle piazze e nei numerosi incontri organizzati, sui luoghi di lavoro e di studio. In questo percorso ho incontrato tante persone sincere e determinate e ciò, è quel che più conta.
Vada come vada abbiamo fatto il possibile. E’ stata una lotta impari, tra chi occupava tutti gli spazi mediatici e chi sopperiva con i pochi mezzi in suo possesso, tra chi ha investito fiumi di denaro e chi è riuscito con le sottoscrizioni a stampare un po’ di manifesti e volantini.
Non so chi vincerà, forse perderemo un po’ tutti, perchè il Paese ne uscirà diviso e lacerato, e queste divisioni non si ricompongono subito né facilmente.
Il mondo per fortuna non si fermerà al 4 dicembre e i problemi di tutti i giorni rimarranno tali e quali a prima. Si dice che dal 5 dicembre bisognerà ricostruire, chi ne avrà la forza ha il dovere di provarci.
Io mi accontento dell’oggi , ancora una volta qui con l’ANPI, l’Arci, la Cgil, l’Unione degli Studenti e tutti coloro che ci hanno creduto.
Oggi a Monza c’era tanta bella gente vivace,combattiva e per nulla rassegnata.

Annunci