Joel lo incontriamo nelle acciotolate strade di Trinidad dove le case hanno tutti i colori dell’iride e le persone stanno ancora sedute sull’uscio a chiacchierare con i vicini. Non è di lì Joel, è di Camaguey. A Trinidad svolge lavori e servizi vari, ci fa vedere le sue mani, quello che guadagna lo deve mandare anche a moglie e figlio che sono rimasti a Camaguey. Quando gli diciamo che conosciamo la sua città ne è felice e comincia a raccontare. Parla un pò d’italiano imparato nei serial tv – in questo periodo trasmettono Montalbano sottotitolato – e leggendo le riviste che gli manda la cugina da Chioggia.
Sa tutto di Venezia e Roma e il suo sogno è vedere l’Italia, ma non se lo può permettere perchè guadagna l’equivalente di 10 dollari al mese. Anche internet che gli serve per informarsi e stare in contatto con la famiglia è un lusso. La connessione costa 1 dollaro e mezzo all’ora e non è poco. Ma per tanti giovani cubani come lui da sei mesi a questa parte è diventata come una droga così che affollano le piazze dove è attivo il wifi e gli uffici di Etecsa sono presi d’assalto per comprare la tarjeta de wifi.
La connessione è notevolmente migliorata ci dice Joel dopo gli accordi Obama-Raul Castro che hanno coinvolto anche le telecomunicazioni. Lui non può permetterselo tutti i mesi. Dopo una lunga chiacchierata ci ringrazia per avergli dato modo di esercitare il suo italiano, ci saluta con una forte stretta di mano e ci ricorda che “un minuto di rabbia sono sessanta secondi di felicità che togliamo alla nostra vita.”
Dall’altra parte della strada lo attendono per la consegna del latte e della carne.
Gracias Joel y buena suerte !

foto : Trinidad ( Luciano Perrone)

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