Le preannuncia un rombo e una fumata nera. Per alcune di loro gli anni le hanno rese forti e belle con un look rifatto, tirate a lucido. Altre sono come anziane signore noncuranti delle rughe e degli acciacchi del tempo che tirano diritto per la propria strada fermandosi ogni tanto per riprendere fiato ma poi ripartendo con vigore.
Venivano dall’America e durante il periodo del dittatore Fulgencio Batista avevano portato in giro ricchi personaggi, politici e funzionari corrotti, affaristi senza scrupoli, mafiosi italo-americani che facevano affari con i casinò; poi quando tutto questo fini e questi personaggi furono costretti a scappare, loro rimasero. Nei primi periodi concitati della Revolucion furono in pochi ad occuparsi di loro ed inesorabilmente il tempo fece il suo corso portando ruggine, screpolature quando non rotture degli organi fondamentali. Solo l’inventiva e l’arte di arrangiarsi dei meccanici gli consentì la sopravvivenza. Pezzi di motori di lavatrice arrivate da chissà dove e pulegge diventarono parte di un motore a scoppio,  pezzi autocostruiti in improbabili officine, interi motori sostituiti con altri di vecchi furgoni, carrozzerie saldate alla meglio o cucite con il fil di ferro, sedili in pelle rifatti e ricoperti da plastica per non farli usurare.
Le vedi per strada con il cofano aperto e l’autista-tuttofare chino con la testa sul motore. Le vedi parcheggiate davanti al Parque Céspedes senza le ruote anteriori in attesa di ritornare a correre.  Le vedi lucide e in fila, coloratissime lungo il Paseo del Prado che guarda il Capitolio davanti al Teatro Nacional de Cuba con gli autisti che ti chiamano per una corsa lungo i viali de l’Habana e fino in fondo al Malecon. Hanno nomi da leggenda: Chevrolet,Buick,Pontiac,Ford, Oldsmobile, Dodge,Desoto,Cadillac ; sono del 1948,del 1955,del 1959 … Quattro o cinque pesos ti costa l’ebbrezza di salire su un pezzo di storia e correre sentendoti parte di questa meravigliosa città.
E ti sembrerà ancora di sentire il rombo dei mitici motori V8.

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