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Education ICT

Tecnologie pesanti

Dalle linee guida sulla Buona Scuola del governo Renzi : “Abbiamo anche investito in tecnologie troppo ‘pesanti’, come le Lavagne Interattive Multimediali (le famose LIM), che hanno da una parte ipotecato l’uso delle nostre risorse per innovare la didattica, dall’altra parzialmente ‘ingombrato’ le nostre classi, spaventando alcuni docenti.” Pesanti e ingombranti, non male come termini per definire una tecnologia didattica sul cui uso il sistema-scuola del nostro Paese è arrivato, manco a dirlo, in ritardo rispetto agli altri Paesi europei. Il problema non è quanto ingombrano o quanto pesano ma quanto NON si è investito per la formazione dei docenti nell’uso di questa ed altre nuove tecnologie; il problema è di quanto NON si è investito per colmare il gap studente-pc che secondo i dati OCSE del 2013 nel nostro Paese è di un computer ogni 15 studenti alle elementari: (circa uno per classe, o poco più); un pc ogni 11 studenti alle media e uno ogni 8 ragazzi alle superiori. In un’aula su 5 delle scuole italiane è installata la Lim, mentre 8 scuole su 10 sono connesse a Internet, ma solo metà delle classi hanno accesso alla rete. Non parliamo della velocità di connessione . Il rapporto Akamai ( http://www.akamai.com – terzo semestre del 2013 ) ci pone al 48 esimo posto nel mondo ( e tra gli ultimi in Europa) per la velocità delle linee internet. Mentre da noi si viaggia mediamente a circa 4,9Mbit al secondo , in Olanda si viaggia mediamente a 12,9 Mbit al secondo. Eppure al punto n.8 della “Buona scuola” Renzi ci promette che porterà la “Banda Larga Veloce” nelle scuole. Ma quale banda veloce e in che tempi e con quali investimenti , non è dato sapere. Nel frattempo faremo di necessità virtù e continueremo con i nostri 5Mbit al secondo che arrancheranno un po’ sotto il peso del registro elettronico,dei servizi on line e quant’altro. Noi che siamo nella ex-sylicon valley italiana dove c’erano aziende quali IBM, Alcatel e ST ridotte oggi al lumicino. E mentre aspettiamo queste risposte e le risorse necessarie, nella mia scuola sono state installate le LIM “pesanti e ingombranti” che siamo riusciti ad acquistare grazie a un bando del Ministero nel mese di luglio. Uno di quei bandi che, mi dicono oggi, “ hanno ipotecato le risorse per innovare la didattica”.

 

cavirete

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Agenda Digitale Europa

Il rapporto annuale 2012 sullo stato delle TIC in Europa

http://ec.europa.eu/digital-agenda/en/download-scoreboard-reports

Didattica con le Mappe Concettuali

J.D. Novak , un accademico statunitense, negli anni ’70 introdusse il termine di Mappe Concettuali per  descrivere un sistema di rappresentazione grafica (un disegno schematico, un quadro riassuntivo) di un ragionamento che abbiamo fatto e che vogliamo comunicare agli altri, sostenendo che questo  sistema comunicativo fosse “ un modo per far emergere i significati insiti nei materiali da apprendere”, in quanto  costringe gli studenti a ” riflettere sulla natura delle conoscenze e sulle relazioni che vi intercorrono”. Da allora l’uso delle mappe concettuali è entrato a pieno titolo nella didattica a scuola fornendo agli studenti un nuovo importante strumento di analisi e apprendimento. Molti software consentono la creazione delle mappe, ne segnalo uno in particolare “ CMapTools” molto versatile e intuitivo messo a disposizione dall’ Institute for Human and Machine Cognition della Florida (US) – IHMC web site

Il software è free e ne esiste una versione client e una server per costruire un vero e proprio server di Cmap per creare “mappe collaborative” su cui è possibile lavorare da più postazioni e diversi utenti.

Institute for Human and Machine Cognition
Download del software

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