Cerca

ImpronteDigitali

fogli sparsi e appunti

Categoria

società

No convinto e costruttivo

Ho svolto questa campagna referendaria sin dall’inizio con l’Anpi.
E’ stata una bella esperienza, arricchente. Si poteva fare di più, forse; si poteva fare meglio? Sicuramente si, come sempre del resto; ma lo abbiamo fatto con il cuore, con la voglia di far parlare le nostre idee e i nostri contenuti; di dire un No convinto e costruttivo, nel merito e senza rincorrere facili slogan.
Siamo andati nelle piazze e nei numerosi incontri organizzati, sui luoghi di lavoro e di studio. In questo percorso ho incontrato tante persone sincere e determinate e ciò, è quel che più conta.
Vada come vada abbiamo fatto il possibile. E’ stata una lotta impari, tra chi occupava tutti gli spazi mediatici e chi sopperiva con i pochi mezzi in suo possesso, tra chi ha investito fiumi di denaro e chi è riuscito con le sottoscrizioni a stampare un po’ di manifesti e volantini.
Non so chi vincerà, forse perderemo un po’ tutti, perchè il Paese ne uscirà diviso e lacerato, e queste divisioni non si ricompongono subito né facilmente.
Il mondo per fortuna non si fermerà al 4 dicembre e i problemi di tutti i giorni rimarranno tali e quali a prima. Si dice che dal 5 dicembre bisognerà ricostruire, chi ne avrà la forza ha il dovere di provarci.
Io mi accontento dell’oggi , ancora una volta qui con l’ANPI, l’Arci, la Cgil, l’Unione degli Studenti e tutti coloro che ci hanno creduto.
Oggi a Monza c’era tanta bella gente vivace,combattiva e per nulla rassegnata.

Mistificazione,boria e avventurismo

Ho ascoltato ieri e riletto successivamente il discorso di Renzi dopo l’esito referendario. Mi sono venute solo tre parole : mistificazione, boria e avventurismo.

Mistificazione di chi confonde le acque dicendo che “ hanno vinto i lavoratori che domani torneranno al lavoro sulle piattaforme “ facendo passare il messaggio che nel caso avesse vinto il Si questi lavoratori ( 11 mila secondo Renzi, 5 mila secondo i dati ufficiali dell’Assomineraria – l’associazione dei petrolieri in Confindustria)    avrebbero perso il posto dal giorno dopo. Pur sapendo che così non era in quanto le piattaforme avrebbero continuato a lavorare fino all’esaurimento del giacimento, quasi tutte tra 15 anni e che quindi questi 5 mila lavoratori avrebbero potuto essere ricollocati.  Pur sapendo che sulle piattaforme dell’Adriatico nel 2016 sono spariti 900 posti di lavoro. Pur sapendo che si parlava semplicemente di rompere l’automatismo del rinnovo delle concessioni , cosa peraltro in linea con la normativa europea che questo automatismo non lo prevede e che probabilmente ci costerà una sanzione.

Boria, la boria di chi pensa di essere sempre dalla parte della ragione, di avere la verità in tasca, di poter fare il bello e il cattivo tempo, di poter decidere sempre e comunque ciò che è bene e ciò che è male. La boria del potere che non lesina offese, prese in giro e demonizzazione degli avversari interni ed esterni, riducendo sempre e comunque tutto ad un plebiscito a favore o meno dell’operato suo e del suo governo .  La boria contagiosa di certi personaggi della direzione del Pd come Carbone – sconosciuto fino a ieri –  che su twitter ha avuto il suo momento di notorietà divertendosi con sfottò verso chi è andato a votare.

L’avventurismo di chi gioca con il non-voto dimenticando che il voto è un diritto/dovere di ogni cittadino e dimenticando che un capo di governo dovrebbe far di tutto per incitare alla partecipazione e non viceversa incentivare la disaffezione al voto.  L’avventurismo di chi pensa così di trarne vantaggi quando al momento di altre consultazioni voteranno solo gli “aficionados”  che peraltro diventano sempre di meno.

Ieri non è stato un bel giorno per la democrazia in Italia, perché tante persone hanno ritenuto inutile usare lo strumento democratico del voto, non capendo che si deve avere il coraggio di esprimersi,in un modo o nell’altro, ma esprimersi. Perché il non-voto non è una scelta ma una semplice scorciatoia per lasciare che altri  –  chi è portatore d’interessi –  decidano per te.

tra fantasmi e sommergibili

Ad un certo punto, dopo tante slide dove si vedevano disegni di corpi maschili e femminili con i rispettivi attributi sessuali  mascherati  e piccoli feti nel palmo di una mano, ecco che ci propongono la foto di un bel tramonto sul mare con, in basso a destra, un riquadro con un sommergibile.
Questa una delle tante “chicche” della serata di ieri che la lista “Noi per Vimercate” ha organizzato con la partecipazione del gruppo della Lega sulla fantomatica “Ideologia del gender” .
La tranquillità che genera in noi l’immagine del tramonto viene funestata dalla presenza di un sommergibile da guerra che “lavora” sott’acqua , ci dice il relatore dott. Torri, come l’ideologia del gender che s’insinua silenziosa nella nostra vita, senza che noi ci accorgiamo di nulla. Fino a quando sarà, a suo dire, troppo tardi.
Il leit-motiv della serata è stato un po’ questo: generare preoccupazioni , timori e paure nelle persone – nonostante l’intenzione contraria dichiarata- e non ultimo provare a far breccia nel mondo cattolico più progressista.
Poco, molto poco di scientifico, relegato solo alla prima parte quando ci spiegava delle differenze biologiche tra uomo e donna ( le conoscevamo già ! ) , molto di ideologico e politico quando ci richiamava ai pericoli della Cirinnà o ai dettami della Costituzione che  a suo dire tutela la famiglia fondata sul matrimonio  – a proposito,  ma l’art. 29 per caso si oppone alla famiglia fondata su una unione diversa dal matrimonio ? –  .  Ancora, quando citando le indicazioni dell’ OMS li ha resi colpevoli di contribuire a introdurre l’ideologia gender – basterebbe prendersi il tempo di leggere le linee dell’Organizzazione Mondiale della Sanità al proposito per capire che si tratta di tabelle che indicano di cosa. nel campo della sessualità, e con quale linguaggio, parlare al bambino in quella fascia di età non di cosa insegnargli a fare magari in classe.
La serata è stata lunga ed è stato veramente difficile prendere gli appunti tanto erano gli stimoli che forniva il relatore. Un’unica considerazione finale : quando dal pubblico è stato chiesto in quale consesso scientifico è stata discussa e quando questi studi sono diventate teoria unificata –  “ teoria del gender”  –  non vi è stata risposta. Vuoi vedere che abbiamo parlato per due ore di fantasmi ?

Alla prossima ghostbusters !

dei diritti e della libertà di amarsi

Questa volta, lo devo ammettere, i “liberatori di Vimercate” dicono il vero. E’ vero, nell’aprile del 2012 su iniziativa di SEL a Vimercate fu istituito il registro delle coppie di fatto e meno di due mesi fa a novembre sempre su iniziativa di SEL un emendamento al piano per il diritto allo studio introduce la possibilità per le scuole di attivare momenti formativi di educazione all’affettività allo scopo di prevenire la violenza di genere, cosa peraltro che diverse scuole svolgono da tempo. L’indottrinamento, come si scrive nel volantino, è una categoria totalitaria che non ci si addice e che nulla c’entra se non per creare paure, del resto per costoro sarebbe comunque indottrinamento parlare di educazione sessuale o semplicemente di relazioni. Continue reading “dei diritti e della libertà di amarsi”

nuove agorà

È domenica e lungo la strada c’è un po’ di coda. Tanta gente, famiglie con i nonni, giovani mano nella mano che passeggiano guardando distrattamente le numerose vetrine di negozi luccicanti, famiglie maghrebine che discutono al tavolo di un bar sorseggiando un caffè, le donne badano ai bambini che corrono e giocano a palla, altri in coda in gelateria. Qualcuno davanti agli immancabili distributori di “gratta e vinci” alla ricerca del colpo grosso che gli cambierà la vita, uno si trascina stancamente alla ricerca della parafarmacia. Si attraversano diverse piazze e incroci stando attenti al trenino turistico che passa. Poi si arriva in piazza delle Colonne. No non sono colonne doriche ma semplici cilindri di cemento rivestite di un improbabile marmo. Continue reading “nuove agorà”

pensieri in tweet

Certo non è facile condensare in 140 caratteri di un Tweet tutto il proprio pensiero , i propri stati d’animo. Non è facile trasmettere un messaggio che si vorrebbe efficace e coinvolgente verso i propri “follower” .

Non è facile ma ci si può riuscire. E credo che la Santanchè questa mattina quando si accingeva a digitare sulla tastiera  i fatidici 140 caratteri avesse ben chiaro quale messaggio trasmettere nel commentare la tragedia dell’Airbus A320.
Non già il cordoglio o la solidarietà alle famiglie ma l’odio verso qualcuno adombrando la possibilità che i piloti fossero di origini non proprio europea  ( o ariana ), sciacallando anche su questa tragedia per i propri fini politici usando i bersagli di sempre.
Centocinquanta persone sono morte su quell’aereo  e tra loro molti immigrati turchi che in Germania ci lavorano. Quegli immigrati oggetto di tante esternazioni della Santanchè.

In 140 caratteri non è facile esprimere un pensiero ma è molto facile dimostrare la propria inettitudine e limitatezza

 p.s
complice l’ora mattutina o la fretta di esternare, l’Airbus diventa un autobus …ma questo è certo trascurabile. Come è trascurabile che il pilota era un ventottenne del land  Renania-Palatinato

tweet

Blog su WordPress.com.

Su ↑