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Cienfuegos

A Cienfuegos s’incontra un pò di Europa con i suoi palazzi coloniali in stile francese. Il suo centro storico è a pianta molto regolare tagliata al centro dal paseo del Prado e poi da un lunghissimo lungo mare fino a Punta Gorda. La baia è fantastica e il modo migliore per vederla e viverla è prendere uno scalcinato battello sotto un sole cocente che, attraverso piccoli villaggi di pescatori, ci porta al Castillo de Jagua appena fuori nel mar del Caribe.

foto : sulla barca, nella baia ( Luciano Perrone)

Ci rubano anche la morte

Adesso ci rubano anche la morte.
Pateh Sabally, 22 anni del Gambia, si è ucciso gettandosi nel Canal Grande per un permesso di soggiorno negato. Tra gli sguardi dei passanti, tra le videoriprese fatte con i telefonini e le voci da riva di persone che lo chiamavano “Africa” e qualcuno che diceva «Meglio lasciarlo morire, tanto ormai…» . Dicono che abbia rifiutato il salvagente,mentre i soccorsi non arrivavano“

Anche un senegalese tra i corpi sotto le macerie del Rigopiano” . Già perché da subito il
 “ senegalese” non ha nome , non ha volto, era un’operaio che nessuno cercava. Eppure Faye Dame, 30 anni del Senegal, era li a lavorare con il permesso di soggiorno in regola.
Questo siamo diventati o forse lo siamo sempre stati.
Buongiorno Italia

turpiloquio e politica

Che molti politici e parte di classe dirigente di questo Paese difettino nell’italiano parlato e talvolta nella sua comprensione credo sia un dato di fatto. Così come un dato di fatto è l’uso sempre più frequente di una gestualità volgare e del turpiloquio. Forse così si pensa di essere più vicini alla gente comune, al linguaggio comune. Un po’ come quegli insegnanti che per sentirsi più vicini ai propri studenti o per essere accettati ed essere considerati “amici” usano il loro stesso linguaggio venendo meno o rinunciando alla propria funzione prima di tutto educativa.
Questo è il Paese del Vaffa-day, del dito medio ostentato in direzione del proprio avversario di turno.
Oggi erano in tanti a sorridere e applaudire quando il relatore di turno Giachetti ( vicepresidente della Camera) – in quota maggioranza – all’assemblea nazionale del Pd diceva al suo amico Speranza  – in quota minoranza – che aveva “la faccia come il culo”. Nella migliore delle ipotesi, una caduta di stile che non può trovare giustificazione alcuna, guai se la trovasse . Un fatto marginale, dicono alcuni, rispetto ad una discussione ampia. Ma un fatto che è il segno dei tempi. Tempi bui in cui sembrano svanire le regole del rispetto delle idee per lasciare il posto all’aggressività verbale come arma per affermare la propria verità. Tempi in cui la dialettica è sopraffatta dalla prevaricazione. Forse ha proprio ragione il mio amico prof.Giovanni Missaglia quando scrive che siamo di fronte ad un “crollo etico ed estetico della classe dirigente” e occorra ripartire da una accurata selezione della stessa.

strilloni di provincia

Liberiamo Vimercate ! questa frase che ho letto i giorni scorsi su un volantino trovato nel contenitore della pubblicità all’esterno della mia abitazione e poi letta come post sponsorizzato su FB mi ha fatto riflettere perché voleva mostrarmi la fotografia di una città occupata, dunque da liberare che non corrisponde alla mia percezione. Vivo a Vimercate dal 1985, dall’80 la “frequentavo” per motivi di lavoro e a dire il vero non mi è mai parsa una città occupata nemmeno nella breve , per fortuna, parentesi leghista di Flumiani. Forse perché per mia cultura ritengo che le scelte che i cittadini fanno quando si recano a votare sono scelte di libertà e quando scelgono una coalizione piuttosto che un’altra e la confermano in più occasioni vuol dire che qualcosa di buono questa ha prodotto.
Mi rendo conto che la percezione di tutto ciò possa essere diversa, da parte di chi ciclicamente da più di 10 anni , usando gli stessi e stantii argomenti , tenta in vario modo di far passare questa immagine e lo fa con una caparbietà e insistenza tale che al fondo vi sta una scarsa considerazione dell’intelligenza dei cittadini che si propone di rappresentare . Mi rendo conto che lo slogan possa fare presa – lo usa a piene mani anche Salvini e l’estrema destra associandolo alle ruspe che vogliono liberare le città dagli immigrati – e fare audience riempiendo le sale magari con la speranza o la presunzione di scovare qualche intrigo che possa avvalorare la tesi di una politica corrotta che non pensa mai al bene comune. Tuttavia penso che chi si candida a guidare uno schieramento politico – al momento di opposizione – debba trovare altri argomenti , magari più attuali, più concreti e dai toni meno scandalistici altrimenti si rischia veramente la noia richiamando alla mente gli strilloni che nelle piazze propagandavano scoop solo per vendere qualche copia in più del giornale.
Gli altri, nel campo del centrosinistra, per contro avrebbero, tutte le carte in regola per far valere le proprie ragioni alla luce del sole, senza sotterfugi o strane alchimie, sicuramente senza distribuire volantini anonimi. Il riavvicinamento alla dialettica politica da parte dei cittadini passa anche da questo.

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