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Le tigri della Malesia

“ …In quella sala, così stranamente arredata, su di una poltrona, colla testa fra le mani, come di chi medita, se ne stava Sandokan, il sanguinario capo dei pirati di Mompracem.
Quest’uomo, meglio conosciuto sotto il nome di Tigre della Malesia, che da dieci anni insanguinava le coste del mar malese, poteva avere trentadue o trentaquattro anni.
Era alto di statura, ben fatto, con muscoli forti come se fili d’acciaio vi fossero stati intrecciati, dai lineamenti energici, l’anima inaccessibile a ogni paura, agile come una scimmia, feroce come la tigre delle jungle malesi, generoso e coraggioso come il leone dei deserti africani.”

 ( Emilio Salgari – La Tigre della Malesia)

 

Emilio Salgari , pur non avendo mai visto questi luoghi, li descriveva talmente bene da creare grandi passioni in noi lettori. Le sue tigri della Malesia oggi non ci sono più, o almeno in questa zona, e non c’è più nemmeno la fitta giungla. È stata disboscata per fare posto a grandi piantagioni di palma da olio molto redditizia tanto da fare della Malesia uno dei maggiori produttori mondiali.  Oggi le tigri sono diverse, al posto del mantello striato vestono in elegante giacca e cravatta; il loro habitat non è la giungla ma altissimi grattacieli di acciaio e vetro come le Petronas tower, le loro prede sono i grandi mercati finanziari e commerciali dell’Asia e dell’Europa. Le tigri malesi hanno cambiato aspetto ma hanno mantenuto una diversa aggressività.
Kuala Lumpur come tutte le grandi città asiatiche ha fatto in un decennio passi da gigante diventando una delle più importanti e moderne metropoli  con tutte le conseguenze che questo ha comportato e comporta in termini ambientali e sociali. Continue reading “Le tigri della Malesia”

Malacca tra passato e presente

“Bisogna aspettare che cali la sera e senza far rumore,andare lungo i muri, salire su per una delle colline,sedersi sulle vecchie pietre o stare in silenzio a guardare l’acqua che scorre sotto il ponte di ferro,e la si sente; non forte, non stentorea, ma lieve,gentile,quasi un mormorio,come la brezza;ma la si sente: la voce della storia. Malacca è uno di quei posti. “

( Un indovino mi disse – Tiziano Terzani )

I cinesi lo avevano capito bene quando vennero qui nel 1409, dopo di loro nel 1511 arrivarono colonizzatori portoghesi . Chi controllava lo stretto di Malacca aveva il controllo sui traffici commerciali verso tutto il sud-est asiatico, verso l’India e l’Africa. Non se ne andarono più e resistettero ai successivi colonizzatori olandesi e inglesi. Oggi la comunità cinese rappresenta una buona parte della popolazione e a Chinatown fervono le attività commerciali. Del passato restano alcuni bellissimi templi  come Cheng Hoo Tong.
Malacca, oggi città Stato, ha perso molto dell’importanza di un tempo ma è rimasta una città multiculturale e te ne accorgi camminando per le strette vie dove si susseguono templi buddisti, moschee e chiese cristiane. Molte le tracce dei dominatori portoghesi come il forte e la porta di Santiago, giù dalla collina, dove si ritrovano giovani coppie per le foto di rito. Continue reading “Malacca tra passato e presente”

Seta

Ci racconta Colin Thubron nel suo libro, che consiglio a tutti gli appassionati di Oriente, “ Ombre sulla via della seta” che secondo la leggenda fu la moglie dell’Imperatore Giallo che regnò in Cina fino al 2597 a.c a scoprire la seta. Lei-Tzu “ … mentre passeggiava in giardino notò uno strano verme che si rimpinzava di foglie di gelso. Per parecchi giorni lo osservò filare una rete dorata. Poi lo vide chiudersi in un bozzolo e pensò che fosse morto – finché non ne sbucò la falena reincarnata. Giocherellando perplessa con il suo minuscolo sudario rotto, l’imperatrice lo lasciò cadere per sbaglio nel suo tè, e dopo aver ripescato la fibra ammorbidita cominciò a svolgerla in un lungo filamento di seta scintillante …”
La storia e le ricerche ci dicono che in realtà la seta esisteva già da molto prima ma la leggenda di Lei-Tzu ha comunque il suo fascino.
Nella casa a Bangkok che fu di Jim Thompson, un politico-ambasciatore-commerciante che ebbe il merito di riscoprire e rendere famosa nel mondo la seta thailandese, ogni giorno si tengono rappresentazioni di come da un piccolo bozzolo si arriva ad ottenere il prezioso filato.
Questo un breve filmato che abbiamo girato lì.

Sentiero dei massi erratici

Lo sciogliersi di grosse masse di ghiaccio formatisi durante il periodo delle glaciazioni ha provocato il trasporto dalle diverse zone d’origine di detriti e rocce: i cosiddetti massi erratici.
Questo fenomeno trova nella nostra zona un interessante esplicazione nel Parco geologico  “Bruno Achermann” sito nei pressi di Canzo dove s itrovano massi erratici di diverse ere e diversa provenienza .
Il sentiero che ci conduce nel parco, inizia alla fonti Gaium (485m. slm.) ed è segnato dal CAI di Canzo. Si segue dapprima uno stradello lastricato,parallelo al torrente Revella, in direzione S.Miro-3^Alpe;  al bivio con S. Miro ( chiesetta del 1600 in posizione molto suggestiva posta in una stretta gola) inizia il sentiero vero e proprio che si snoda nella foresta dei Corni di Canzo. Continue reading “Sentiero dei massi erratici”

Palmyra

La Siria è sempre stata un mio cruccio di viaggiatore. Uno di quei luoghi che mi ha sempre attratto per essere stata al centro di una grande civiltà e che per varie ragioni, legate alla situazione geopolitica, ho dovuto accantonare diverse volte. Era il 2005 e quando dissi agli amici che ci volevamo andare via terra in maniera del tutto autonoma attraversandola per raggiungere il Mar Rosso passando dal deserto giordano del Wadi Rum, Petra e poi via lungo il confine giordano-israeliano, mi presero per matto . Forse qualche ragione l’avevano, visto che nell’area mediorientale la situazione non era certo tranquilla. Allora non c’era Facebook in Italia e il nostro diario di viaggio rimaneva sulla carta e ogni tanto, quando riuscivamo a raggiungere qualche internet cafè, inviavamo via mail a Radio Popolare alla trasmissione “Tre uomini in barca” di Alessandro Diegoli e Marina Petrillo che trasmettevano riassumendone il contenuto. Continue reading “Palmyra”

Sri Lanka

Una natura rigogliosa dai colori forti, il verde smeraldo dei campi di riso, delle grandi piantagioni di Te dove le raccoglitrici lavorano incessantemente tutti i giorni dell’anno raccogliendo foglia dopo foglia , e il turchese del mare contornato dalle palme al vento. La spiritualità dei templi e le diverse fedi che, seppur a fatica, convivono, luoghi dal fascino misterioso come la roccia di Sigiriya sulla cui cima Kassapa costruì il suo palazzo e artisti dipinsero straordinarie fanciulle.  L’incontro con gli elefanti liberi che seguendo una rotta prestabilita si ritrovano ogni anno nello stesso posto,il gracchiare incessante delle cornacchie e gli uccelli multicolore del lago di Tissa Wewa. Lo Sri Lanka è tutto questo e anche di più. Il viaggio indipendente, in autobus e treno, è un osservatorio privilegiato per comprendere meglio questo Paese . Tante le difficoltà ma poi arriva sempre il sorriso del tuo vicino che ti chiede da dove vieni, da quanto tempo sei in giro e se ti è piaciuto il suo Paese …e l’ufficiale in aeroporto che ti dice di tornare presto. Continue reading “Sri Lanka”

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