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fogli sparsi e appunti

nuovi populismi

Questa campagna referendaria sta dando il meglio di se in termini lessicali, di contraddizioni, di slogan e demagogia ,  che definirei  tranquillamente populisti pur avendo timore di fare un’offesa  al popolo.
Qualche giorno fa mi è capitato di vedere un video del comitato per il SI sulla cui copertina era scritto “Taglio delle poltrone” , con un bel disegno di una poltrona stile Luigi XVI in primo piano.
Sono sempre stato contrariato da questa terminologia quando la usavano altri. Ma oggi sentirla provenire dai banchi di chi governa diventa insopportabile e veramente fastidiosa.
“La poltrona” dà una visione del Parlamento come un  salotto dove si va a prendere un te con i biscotti conversando amorevolmente del più o del meno giusto per non annoiarsi. Non di un luogo dove si lavora per il Paese. Certo in questi ultimi tempi questo luogo non gode di buona salute e di molta credibilità. Le rappresentanze scelte o imposte infatti non sono proprio le migliori sulla piazza, ma in una certa misura le abbiamo scelti noi e possiamo , almeno per ora , decidere in qualche misura di non rieleggerli.
Ma parlare di “poltrone” non fa altro che minare ulteriormente la credibilità del Parlamento e prestare il fianco agli urlatori del “mandiamoli a casa tutti” , e dopo che li hai mandati a casa tutti arriva l’uomo solo e forte.
Poi è anche singolare che queste “poltrone” le vogliano tagliare solo al Senato creando un certo squilibrio e viene da chiedersi come mai non le tagliano anche alla Camera , che so proporzionalmente nei due rami.  Forse perché la Casta – altro termine fatto proprio i giorni scorsi dal Presidente del Consiglio – si “annida” solo al Senato.
Ecco anche questo della Casta  ( o Kasta perché con la K risulta più forte e spregiativo) è un’altra contraddizione. La Casta non è più per definizione nel governo o nei poteri forti come si credeva , è passata ad essere tra tutti coloro che si oppongono a questa riforma, tra le associazioni, tra i sindacati. Insomma siamo tutti a rischio Casta. L’importante è evocarla questa parola, nei momenti giusti quando serve ad alimentare il risentimento verso la classe politica che “occupa le poltrone” senza rendersi conto che il risentimento lo sia alimenta in via prioritaria verso se stessi. E dunque verso l’intero sistema parlamentare.

Mistificazione,boria e avventurismo

Ho ascoltato ieri e riletto successivamente il discorso di Renzi dopo l’esito referendario. Mi sono venute solo tre parole : mistificazione, boria e avventurismo.

Mistificazione di chi confonde le acque dicendo che “ hanno vinto i lavoratori che domani torneranno al lavoro sulle piattaforme “ facendo passare il messaggio che nel caso avesse vinto il Si questi lavoratori ( 11 mila secondo Renzi, 5 mila secondo i dati ufficiali dell’Assomineraria – l’associazione dei petrolieri in Confindustria)    avrebbero perso il posto dal giorno dopo. Pur sapendo che così non era in quanto le piattaforme avrebbero continuato a lavorare fino all’esaurimento del giacimento, quasi tutte tra 15 anni e che quindi questi 5 mila lavoratori avrebbero potuto essere ricollocati.  Pur sapendo che sulle piattaforme dell’Adriatico nel 2016 sono spariti 900 posti di lavoro. Pur sapendo che si parlava semplicemente di rompere l’automatismo del rinnovo delle concessioni , cosa peraltro in linea con la normativa europea che questo automatismo non lo prevede e che probabilmente ci costerà una sanzione.

Boria, la boria di chi pensa di essere sempre dalla parte della ragione, di avere la verità in tasca, di poter fare il bello e il cattivo tempo, di poter decidere sempre e comunque ciò che è bene e ciò che è male. La boria del potere che non lesina offese, prese in giro e demonizzazione degli avversari interni ed esterni, riducendo sempre e comunque tutto ad un plebiscito a favore o meno dell’operato suo e del suo governo .  La boria contagiosa di certi personaggi della direzione del Pd come Carbone – sconosciuto fino a ieri –  che su twitter ha avuto il suo momento di notorietà divertendosi con sfottò verso chi è andato a votare.

L’avventurismo di chi gioca con il non-voto dimenticando che il voto è un diritto/dovere di ogni cittadino e dimenticando che un capo di governo dovrebbe far di tutto per incitare alla partecipazione e non viceversa incentivare la disaffezione al voto.  L’avventurismo di chi pensa così di trarne vantaggi quando al momento di altre consultazioni voteranno solo gli “aficionados”  che peraltro diventano sempre di meno.

Ieri non è stato un bel giorno per la democrazia in Italia, perché tante persone hanno ritenuto inutile usare lo strumento democratico del voto, non capendo che si deve avere il coraggio di esprimersi,in un modo o nell’altro, ma esprimersi. Perché il non-voto non è una scelta ma una semplice scorciatoia per lasciare che altri  –  chi è portatore d’interessi –  decidano per te.

Ciao Luca

In occasione dei suoi ottant’anni a quanti volevano festeggiare il suo compleanno Luca Cafiero  ebbe a scrivere una lunga lettera che in questi giorni ho visto pubblicare.

Io mi avvicinai alla politica da studente nel 1975 e al Movimento Lavoratori per il Socialismo in occasione del suo primo congresso del 21 febbraio del 1976. In quella data si sancì il passaggio da una organizzazione prettamente studentesca degli studenti medi e universitari quale era il Movimento Studentesco,  a una organizzazione che collocandosi a sinistra del PCI guardava maggiormente oltre che a quell’ambito a quello del mondo del lavoro. Erano anni difficili in cui fare politica voleva dire conquistarsi spazi di agibilità. Mi avvicinai timidamente , da giovane studente di provincia dove si sa le cose arrivano sempre con un po’ di ritardo,  ma affascinato dal grande entusiasmo che pervadeva tantissimi giovani. Il ’76 fu l’anno di Salvatore Toscano eletto segretario al primo congresso e di cui ebbi tempo solo di leggere perché la sorte lo portò via a seguito di un incidente  nei pressi di Zagabria da lì  a un mese. Il MLS era la mia organizzazione, mi trasferii di scuola a Milano e questa fu la scelta che cambiò la mia vita in quel momento. Cominciai a frequentare un circolo di provincia. Continue reading “Ciao Luca”

tra fantasmi e sommergibili

Ad un certo punto, dopo tante slide dove si vedevano disegni di corpi maschili e femminili con i rispettivi attributi sessuali  mascherati  e piccoli feti nel palmo di una mano, ecco che ci propongono la foto di un bel tramonto sul mare con, in basso a destra, un riquadro con un sommergibile.
Questa una delle tante “chicche” della serata di ieri che la lista “Noi per Vimercate” ha organizzato con la partecipazione del gruppo della Lega sulla fantomatica “Ideologia del gender” .
La tranquillità che genera in noi l’immagine del tramonto viene funestata dalla presenza di un sommergibile da guerra che “lavora” sott’acqua , ci dice il relatore dott. Torri, come l’ideologia del gender che s’insinua silenziosa nella nostra vita, senza che noi ci accorgiamo di nulla. Fino a quando sarà, a suo dire, troppo tardi.
Il leit-motiv della serata è stato un po’ questo: generare preoccupazioni , timori e paure nelle persone – nonostante l’intenzione contraria dichiarata- e non ultimo provare a far breccia nel mondo cattolico più progressista.
Poco, molto poco di scientifico, relegato solo alla prima parte quando ci spiegava delle differenze biologiche tra uomo e donna ( le conoscevamo già ! ) , molto di ideologico e politico quando ci richiamava ai pericoli della Cirinnà o ai dettami della Costituzione che  a suo dire tutela la famiglia fondata sul matrimonio  – a proposito,  ma l’art. 29 per caso si oppone alla famiglia fondata su una unione diversa dal matrimonio ? –  .  Ancora, quando citando le indicazioni dell’ OMS li ha resi colpevoli di contribuire a introdurre l’ideologia gender – basterebbe prendersi il tempo di leggere le linee dell’Organizzazione Mondiale della Sanità al proposito per capire che si tratta di tabelle che indicano di cosa. nel campo della sessualità, e con quale linguaggio, parlare al bambino in quella fascia di età non di cosa insegnargli a fare magari in classe.
La serata è stata lunga ed è stato veramente difficile prendere gli appunti tanto erano gli stimoli che forniva il relatore. Un’unica considerazione finale : quando dal pubblico è stato chiesto in quale consesso scientifico è stata discussa e quando questi studi sono diventate teoria unificata –  “ teoria del gender”  –  non vi è stata risposta. Vuoi vedere che abbiamo parlato per due ore di fantasmi ?

Alla prossima ghostbusters !

dei diritti e della libertà di amarsi

Questa volta, lo devo ammettere, i “liberatori di Vimercate” dicono il vero. E’ vero, nell’aprile del 2012 su iniziativa di SEL a Vimercate fu istituito il registro delle coppie di fatto e meno di due mesi fa a novembre sempre su iniziativa di SEL un emendamento al piano per il diritto allo studio introduce la possibilità per le scuole di attivare momenti formativi di educazione all’affettività allo scopo di prevenire la violenza di genere, cosa peraltro che diverse scuole svolgono da tempo. L’indottrinamento, come si scrive nel volantino, è una categoria totalitaria che non ci si addice e che nulla c’entra se non per creare paure, del resto per costoro sarebbe comunque indottrinamento parlare di educazione sessuale o semplicemente di relazioni. Continue reading “dei diritti e della libertà di amarsi”

strilloni di provincia

Liberiamo Vimercate ! questa frase che ho letto i giorni scorsi su un volantino trovato nel contenitore della pubblicità all’esterno della mia abitazione e poi letta come post sponsorizzato su FB mi ha fatto riflettere perché voleva mostrarmi la fotografia di una città occupata, dunque da liberare che non corrisponde alla mia percezione. Vivo a Vimercate dal 1985, dall’80 la “frequentavo” per motivi di lavoro e a dire il vero non mi è mai parsa una città occupata nemmeno nella breve , per fortuna, parentesi leghista di Flumiani. Forse perché per mia cultura ritengo che le scelte che i cittadini fanno quando si recano a votare sono scelte di libertà e quando scelgono una coalizione piuttosto che un’altra e la confermano in più occasioni vuol dire che qualcosa di buono questa ha prodotto.
Mi rendo conto che la percezione di tutto ciò possa essere diversa, da parte di chi ciclicamente da più di 10 anni , usando gli stessi e stantii argomenti , tenta in vario modo di far passare questa immagine e lo fa con una caparbietà e insistenza tale che al fondo vi sta una scarsa considerazione dell’intelligenza dei cittadini che si propone di rappresentare . Mi rendo conto che lo slogan possa fare presa – lo usa a piene mani anche Salvini e l’estrema destra associandolo alle ruspe che vogliono liberare le città dagli immigrati – e fare audience riempiendo le sale magari con la speranza o la presunzione di scovare qualche intrigo che possa avvalorare la tesi di una politica corrotta che non pensa mai al bene comune. Tuttavia penso che chi si candida a guidare uno schieramento politico – al momento di opposizione – debba trovare altri argomenti , magari più attuali, più concreti e dai toni meno scandalistici altrimenti si rischia veramente la noia richiamando alla mente gli strilloni che nelle piazze propagandavano scoop solo per vendere qualche copia in più del giornale.
Gli altri, nel campo del centrosinistra, per contro avrebbero, tutte le carte in regola per far valere le proprie ragioni alla luce del sole, senza sotterfugi o strane alchimie, sicuramente senza distribuire volantini anonimi. Il riavvicinamento alla dialettica politica da parte dei cittadini passa anche da questo.

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