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fogli sparsi e appunti

Valle los Ingenios – Trinidad

Il treno per la valle de Los Ingenios era usato sopratutto per trasportare lo zucchero dagli impianti di lavorazione attivi nella valle fino agli anni settanta quando furono spostati altrove e modernizzati. Oggi è una linea turistica che dà modo di vivere almeno per un giorno questa splendida vallata intensamente coltivata da cooperative di campesinos. Una buona parte del raccolto è dello Stato, una parte rimane alle famiglie. A Maniaca Iznaga il treno ferma per più di un’ora. Qui le donne si dedicano ai lavori di ricamo e gli uomini alla coltivazione della canna da zucchero, mais e allevamento . La stazione successiva è in un vecchio zuccherificio ora trasformato in museo. Il treno procede lentamente e ogni tanto salta su un musicista che intrattiene i viaggiatori al suono di note melodie cubane.

foto : Stazione nella valle ( Luciano Perrone)

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Camaguey

Dopo la pausa marina dei cayos del norte si riprende verso la Cuba più vera e profonda. Camaguey – patrimonio de la humanidad- passando per le verdi pianure coltivate a canna da zucchero di Ciego de Avila e le haciendas dove si allevano mucche e gli allevatori che ci fermano per strada per venderci i loro formaggi.
Camaguey è davvero splendida con le sue chiese e le piazzette appartate sotto il sole cocente che la sera si trasformano in fresche isole di musica. Con il suo dedalo di strette vie in cui perdersi e i tanti atelier di artisti. Nella plaza San Juan de Dios sembra di entrare in un set cinematografico di un qualche film messicano; nel parque Ignacio Agromonte si fanno incontri e si rievocano i 500 anni della città seduti ai tavolini del Cafè de la Ciudad – una istituzione – e nella plaza de los Trabajadores ci si riposa sotto lo sguardo del Che. L’ora del tramonto è dalla terrazza del Grand Hotel da cui lo sguardo spazia a 360 gradi e si abbraccia tutta la città.

foto : Plaza San Juan de Dios ( Luciano Perrone)

NoBloqueo

… e mentre ce ne stiamo tranquilli sulla meravigliosa spiaggia di Cayo Coco, ricordiamoci sempre :#NoBloqueo , violación de los derechos humanos del pueblo cubano y obstáculo en su camino al desarrollo.

foto: Rosanna Lupo

Cienfuegos

A Cienfuegos s’incontra un pò di Europa con i suoi palazzi coloniali in stile francese. Il suo centro storico è a pianta molto regolare tagliata al centro dal paseo del Prado e poi da un lunghissimo lungo mare fino a Punta Gorda. La baia è fantastica e il modo migliore per vederla e viverla è prendere uno scalcinato battello sotto un sole cocente che, attraverso piccoli villaggi di pescatori, ci porta al Castillo de Jagua appena fuori nel mar del Caribe.

foto : sulla barca, nella baia ( Luciano Perrone)

El Paraiso – Vinales – Cuba

Quando da noi le coltivazioni biologiche non erano diventate la moda che sono ora, nelle valli di Vinales nascevano diverse Fincas Agroecologiche e a Las Terrazas si impiantava un riuscito esperimento di villaggio ecosostenibile.
La Finca El Paraiso è una di queste in attività ormai da molti anni, ma anche la stupenda Finca del rancho San Vincente verso la Cueva del Indio dove nei verdi prati pascolano mucche e cavalli tanto da sembrare un paesaggio quasi alpino.
I turisti snobbano spesso questi luoghi preferendo riversarsi nei locali pressochè anonimi del villaggio.
A El Paraiso coltivazioni terrazzate di ortaggi e legumi servono al sostentamento dei campesinos e a quello dei viaggiatori che vangono qui per ammirare il tramonto sui Mogotes. I giovani ragazzi che la gestiscono si prodigano in spiegazioni e invitano a girare tra le coltivazioni. Poi di fronte ad una speciale Piña Colada alle erbe si rinnova il rito del tramonto.

foto :Mogotes da El Paraiso ( Luciano Perrone)

Los Aquaticos – Vinales – Cuba

I Mogotes di Vinales sono colline carsiche ricoperte di vegetazione e ricche di acqua. In una delle tante grotte si dice che Ernesto Guevara de la Serna, il Che, giocava a scacchi durante la crisi dei missili nel 1962. A Los Aquaticos, sulle alture dei Mogotes vive una piccola comunità campesina in origine composta da otto famiglie, ora solo da tre, dedita alla coltivazione del caffè, del riso e del tabacco. Una vita molto dura dove Antonio ara la terra ancora con strumenti per noi arcaici e trainati da buoi, dove le piante di riso si piantano una a una a mano. Dove il tabacco nella valle in basso si coltiva con i metodi di lotta biologica e i “puro” non subiscono processi industriali. Queste famiglie non hanno documenti, non sono registrate. Così vuole la tradizione e così continua ora. La nonna della piccola Rosalia dovrà recarsi in ospedale per curarsi un ginocchio se la medicina tradizionale delle erbe non darà gli effetti sperati, gli faranno un documento di riconoscimento provvisorio e così potrà curarsi.
Non ci sono strade se non piste sterrate e sentieri di una terra rossa ricca di ferro ideale per la coltivazione del tabacco che è il migliore al mondo.
Sei chilometri a piedi in un ambiente incontaminato, dove la biodiversità la fa da padrona. Tra appezzamenti di yucca e di mais, tra orchidee e alberi simili a baobab colonizzati dalle formiche mangiafoglie. Tra mango e caffè, tra alti banani e stupende palme.

foto : Antonio ( Luciano Perrone)

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